I LIBRI DEL FRATE MINISTRO
1621 69. Quando fu rientrato dai paesi d'oltremare,
un ministro prese a discutere con lui sul capitolo della povertà,
volendo conoscere il suo pensiero e la sua volontà
sull'argomento. Nella Regola di allora stava scritto un capitolo
circa le proibizioni del santo Vangelo, ad esempio quella
che dice: Non porterete nulla nel vostro cammino ecc.
Gli rispose Francesco: «Il mio pensiero è che
i frati non dovrebbero avere che la tonaca e la corda e le
brache, come prescrive la Regola, e le calzature per quelli
che sono stretti da necessità».
Replicò il ministro: «Cosa farò io, che
ho tanti libri, del valore di oltre cinquanta lire?».
Disse questo perché li voleva conservare con tranquilla
coscienza, anche perché fino a quel giorno aveva patito
rimorso nel tenere tanti libri con sé, sapendo che
Francesco interpretava così strettamente il capitolo
sulla povertà.
E Francesco: «Fratello, non posso e non devo andare
contro la mia coscienza e contro l'osservanza del santo Vangelo
da noi professata».
A queste parole il ministro si avvilì. Il Santo, vedendolo
abbattuto, gli disse con ardore di spirito, intendendo nella
persona di lui rivolgersi a tutti i frati: «Voi, frati
minori, ci tenete che la gente vi consideri e chiami osservatori
del Vangelo, ma in realtà volete conservare la vostre
ricchezze!».
1622 I ministri, pur sapendo che secondo la Regola
erano obbligati a osservare il Vangelo, fecero togliere da
essa quel capitolo dove si legge: Non porterete nulla nel
vostro cammino; illudendosi di non esser tenuti a osservare
la perfezione evangelica.
Francesco conoscendo questa soppressione in virtù dello
Spirito Santo disse in presenza di alcuni frati: «Credono
i frati ministri d'ingannare Dio e me. Ebbene, affinché
tutti i frati sappiano e conoscano di essere obbligati a osservare
la perfezione del santo Vangelo, voglio che al principio e
alla fine della Regola sia scritto che i frati sono tenuti
a osservare il santo Vangelo del Signore nostro Gesù
Cristo. E affinché siano inescusabili dinanzi a Dio,
voglio con l'aiuto del Signore osservare sempre e realizzare
nel mio comportamento l'ideale che Dio mi ha rivelato per
la salvezza dell'anima mia e per il bene dei fratelli».
E davvero egli osservò il Vangelo alla lettera, dal
tempo che cominciò ad avere dei fratelli fino al giorno
della sua morte.